Dal greco eikòn, il termine icona viene utilizzato per indicare le immagini sacre dell'arte bizantina. Oltre a richiedere grande preparazione e maestrìa, un tempo il lavoro degli iconografi era assoggettato a regole assai ferree e a controlli costanti atti a scoprire eventuali eresie .
Anche oggi, tuttavia, questi professionisti devono rispettare canoni specifici, seguire i precetti della pittura religiosa, ottenere l'autorizzazione della Chiesa. Nonostante sia piuttosto facile cadere in errore, l'icona non può essere considerata un quadro, né una rappresentazione artistica in senso lato. Costituisce una preghiera, un segno portatore di grazia, un mezzo per apprendere ed insegnare al contempo, un messaggio che si avvale di un linguaggio esclusivo.
Inoltre, è importante che tali opere non rimandino al loro esecutore materiale, ma direttamente alla parola di Dio. E' per questo motivo, in genere, che non vi vengono apposte firme o date d'esecuzione.
Metaforicamente, gli iconografi sono considerati scrittori , proprio perché l'icona rappresenta il Verbo tradotto in immagine. In fondo,la finalità principale di queste tavole è proprio quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.
ARTE RELIGIOSA E ARTE SACRA
L'uomo occidentale fa molta fatica a capire le icone.
Noi le apprezziamo sicuramente dal punto di vista estetico, però ci risulta difficile capire la loro profondità spirituale. La prima difficoltà consiste nella concezione diversa di arte sacra che abbiamo noi occidentali rispetto agli orientali; infatti bisognerebbe anzitutto distinguere fra arte religiosa e arte sacra.
Le icone sono sicuramente arte sacra, mentre in genere i nostri dipinti - ad esempio una Annunciazione del Beato Angelico o una Madonna di Raffaello - sono arte religiosa.
Il motivo è che nell'arte sacra non è tanto l'artista che cerca di penetrare nel mistero del divino, ma nel caso dell'iconografo il soggetto dell'icona viene come "dato dal Signore", dallo Spirito Santo attraverso la Chiesa e le sue tradizioni. Il movimento è diverso: mentre l'arte religiosa raffigura qualcosa che esce dal cuore dell'uomo, l'arte sacra invece raffigura qualcosa che viene da Dio ed entra nel cuore dell'uomo.
E' un po' come la differenza che c'è tra religione e fede: la religione è anzitutto uno sforzo dell'uomo che cerca Dio, la fede è accoglienza di Dio che si rivela all'uomo. La stessa differenza si può notare tra un inno liturgico e la poesia: l'inno liturgico ci viene dalla tradizione della Chiesa, la poesia esprime i sentimenti dell'uomo.
L'arte sacra, quindi, non si deve fermare ai sensi, non deve appagare soltanto il gusto estetico, ma deve penetrare in profondità; perciò l'icona non è comprensibile se non attingendo in profondità a questo aspetto spirituale.